Il nome appropriatamente scelto esula dai pregiudizi sia di cultura che di stile o da quelli storico politici. Il suo ideatore Meiji Suzuki di origini giapponesi con sangue coreano, che per anni si è dedicato all’insegnamento in occidente, non poteva che essere il funambolico artefice di questo stile e nome. In giapponese MU indica la convivenza tra il niente e il tutto, il che ha un significato fortemente spirituale; GEN senza e DO la via, cioè il sentiero di ogni discepolo per l'apprendimento delle tecniche e della spiritualità racchiusa in tutte le arti marziali. In breve la via non limitata o la via senza limite priva dei pregiudizi, per la propria ricerca introspettiva, per la conoscenza, il rispetto, che mira ad una migliore condizione psicofisica. Il Mu Gen Do si basa su un tipo di karate occidentalizzato, il quale rispecchia però le sue origini e matrici tradizionali, che si riscontrano nelle sue forme "kata" e tecniche basi. La pratica per le tecniche tradizionali si basa sugli insegnamenti del karate classico e si ripete “senza pregiudizi” come forme e movimenti base "kata / khion" e combattimento tradizionale. L’aspetto del Mu Gen Do sportivo moderno invece si compone di forme libere e creative a mani nude o con armi. Il combattimento sportivo (sport karate point) si pratica con protezioni da Kick Boxing (vedi anche storia delle protezioni di Kick-Boxing), con tre diversi regolamenti sportivi di stampo occidentale (americano).
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Meiji Suzuki l'ideatore del Mugen Do in due sue rare foto: a sinistra con Petar Mejic e a destra durante i primi anni '80 |
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